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Spettacoli da vivere

Teatro Bellini
Tante esperienze teatrali da vivere

Diversi percorsi turistici-teatrali incentrati su tematiche differenti che culminano con uno spettacolo in uno dei teatri più antichi di Napoli, il Teatro Bellini nel cuore del centro storico della città.

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Spettacoli da vivere: Teatro Bellini
Diversi percorsi turistici-teatrali incentrati su tematiche differenti.

  • La tempesta” – Regia di Alessandro Serra dal 31/01/2023 al 05/02/2023 al Piccolo Bellini

    «Nella tempesta il sovrannaturale si inchina al servizio dell’uomo, Prospero è del tutto privo di trascendenza, eppure con la sua rozza magia imprigiona gli spiriti della natura, scatena la tempesta, e resuscita i morti. Ma sarà Ariel, uno spirito dell’aria, ad insegnargli la forza della compassione, e del perdono. Su quest’isola-palcoscenico tutti chiedono perdono e tutti si pentono ad eccezione di Antonio e Sebastiano, non a caso gli unici immuni dalla bellezza e dallo stato di estasi che pervade gli altri. Il fatto che Prospero rinunci alla vendetta proprio quando i suoi nemici sono distesi ai suoi piedi, ecco questo è il suo vero innalzamento spirituale, il sovrannaturale arriva quando Prospero vi rinuncia, rinuncia a usarlo come arma. Ma il potere supremo, pare dirci Shakespeare, è il potere del Teatro. La tempesta è un inno al teatro fatto con il teatro, la cui forza magica risiede proprio in questa possibilità unica e irripetibile di accedere a dimensioni metafisiche attraverso la cialtroneria di una compagnia di comici che calpestano quattro assi di legno, con pochi oggetti e un mucchietto di costumi rattoppati».

    Alessandro Serra, regista, autore e scenografo, ha fondato nel 1999 la Compagnia Teatropersona, attraverso la quale porta sul palcoscenico le proprie opere in molti paesi del mondo. È definito un fotografo delle immagini della realtà, e forse questo lo si può evincere dalle sue pièces teatrali, che conducono gli spettatori in dimensioni altre, attraverso un viaggio che scandaglia le parti più profonde dell’inconscio. Nel panorama teatrale attuale Alessandro Serra è di certo uno dei registi più talentuosi, creatore di mondi che infondono sensazioni in uno spazio buio e vacante. Un dissezionatore di opere, le esamina dall’interno scomponendole e ricostruendole secondo una prospettiva più intima e veritiera. Dire e non recitare, questa per me è la parola in teatro, mostrare la propria fragilità più segreta, donarsi al pubblico in una forma che è in grado di veicolare emozioni e sensazioni profonde e di accendere lo spazio, come afferma il regista.

  • Moby Dick alla prova” – Regia di Elio De Capitani dal  7/02 al 12/02 al Teatro Bellini


    «Moby Dick alla prova
    è un’opera scritta nel 1955 da Orson Welles che si basa sull’opera di Melville. Elio De Capitani, insieme alla compagnia dell’Elfo, gioca con il metateatro e affronta una pietra miliare della cultura occidentale portandola sulla scena italiana per la prima volta. L’opera rappresentata narra di una compagnia di attori che deve portare in scena il Re Lear, ma tra una prova e l’altra, decide di cambiare spettacolo e di concentrare le proprie energie su Moby Dick. Metateatro e diversi livelli di lettura giocano sul confine labile tra finzione e realtà, articolando un’esperienza sensoriale senza paragoni. Una scenografia tipicamente brechtiana fatta di un palco scarno, pochi oggetti disordinati e distanti tra di loro, attori disorientati: tutto ciò concorre a trasportare lo spettatore in un’atmosfera burrascosa e caotica. Non c’è una nave, remi, non c’è acqua e non c’è cielo, si sente solo il rumore intenso della natura che conduce direttamente dentro l’oceano. È un’esperienza catartica, nella quale si condensano tematiche religiose, antropologiche ed etiche, che dichiarano l’appartenenza dell’uomo ad un unico destino che conduce verso la ricerca di una comunione con la natura. Moby Dick è un soggetto contemporaneo, afferma De Capitani nel suo programma di sala, possiede un taglio fortemente ecologista. La tematica ambientalista è affiancata dal gesto tipicamente umano di hybris, l’atto di tracotanza che lo induce a spingersi sempre oltre. Melville, Welles e oggi De Capitani salgono sul palco per avvertire l’uomo del pericolo che corre ogni giorno: essere inghiottito dai propri desideri scivolando verso il disfacimento del proprio io».

    Elio De Capitani è un attore e regista italiano, legato al Teatro dell’Elfo, nel quale entra a far parte in giovane età e di cui diventa regista stabile. Il suo lavoro è dedicato all’indagine sull’uomo e sulla società attraverso ciò che il teatro ad oggi ci ha lasciato. Racconta con coraggio il confronto dell’animo umano con l’Assoluto in una chiave contemporanea, privilegiando testi trasgressivi adattati ad una recitazione di stampo brechtiano, stilizzata ma anche estrema ed intensa.

 

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